Mercato delle erbe | Cosa mangio!
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Cosa mangio!

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FILIERA CORTA O KM. ZERO?: Oggi se non sai cosa sia una filiera corta e se non mangi a Km 0 sei “OUT”. La necessità di una maggiore consapevolezza come cittadini-consumatori ci porta a modificare i nostri consumi, in particolare quelli alimentari. Il binomio CIBO/SALUTE e CIBO/AMBIENTE ogni giorno ci viene richiamato in ogni gesto e …chi sgarra si sente anche in colpa! Ma non è facile avere gli strumenti giusti per muoversi nella selva di centri commerciali, offerte, pasti fuori casa, mense scolastiche, diete e crisi economica che ci circonda. Allora proviamo a dare delle definizioni utili per la vita di ogni giorno:

• FILIERA CORTA – il numero minimo di passaggi tra la produzione ed il consumo finale del prodotto (anche non alimentare!)

• Kilometro 0 – acquisti di beni o servizi da un produttore vicinissimo al luogo di consumo/uso

Ma la filiera corta è economica o geografica? E il Km 0 come lo rispetto se le banane o le arance qui da me non si producono?

Domande legittime in un mondo globalizzato in cui siamo abituati ad avere tutto sempre e comunque, basta pagare.

Nella Filiera Corta contano il numero di passaggi produttivi o commerciali tra la produzione ed il consumo finale. La geografia conta poco! Se acquisto in un supermercato di Torino un formaggio fatto da un caseificio industriale siciliano,che quindi non ha animali, ma che compra il latte, che poi spedisce il formaggio ad una piattaforma che lo vende alla centrale acquisti da cui il supermercato si rifornisce ….. ecco questa è una filiera lunga. E ne esistono di più lunghe ancora!

Ma se a Torino voglio mangiare le arance queste possono arrivare solo dal Sud Italia o dal Mediterraneo (quando da noi è inverno! Altrimenti arrivano dall’altra parte del mondo) e siccome le arance sono arance potrei accettare che siano raccolte e spedite da una centrale di commercializzazione in Sicilia e che all’arrivo vadano direttamente al mercato senza altri passaggi: mangio meglio e spendo meno. Se invece quelle arance dalla Sicilia vanno a Cesena per essere incassettate, poi a Milano per il marchio di commercializzazione e poi a Torino alla centrale acquisti e poi al supermercato e poi a casa mia, quelle arance sono meno fresche, le pago di più e l’agricoltore ha sicuramente ricavato meno.

Ecco, la Filiera corta deve sempre essere economica perché la geografia da sola non basta a spiegare gli sprechi ed i passaggi intermedi.

 

Cosa è un PRODOTTO BIOLOGICO- L’agricoltura biologica è un’agricoltura che considera l’intero ecosistema agricolo, sfrutta la naturale fertilità del suolo favorendola con interventi limitati, promuove la biodiversità dell’ambiente in cui opera e limita o esclude l’utilizzo di prodotti di sintesi e degli organismi geneticamente modificati (OGM). Gli alimenti così ottenuti sono privi di residui chimici, coltivati nel rispetto dell’ambiente, a basso impatto ambientale, sani e ricchi e proprietà organolettiche. I prodotti biologici fanno bene all’ambiente e a chi ci vive.

 

LEGGO L’ETICHETTA E POI? – Ma chi mi dice cosa è biologico? Mi posso fidare? Mi viene voglia di rispondere polemicamente: chi ci assicura che i prodotti non biologici in vendita siano comunque in regola con i residui dei pesticidi o di altri parametri? È buffo come spesso chiediamo al prodotto biologico garanzie che non abbiamo mai osato pensare per ciò che non lo è! Ma siccome il prodotto biologico a volte è un poco più costoso e chi lo coltiva a volte usufruisce di un contributo pubblico, è giusto pretendere le garanzie.

In Europa c’è dal 1991 un Regolamento comune a tutti i paesi aderenti quindi il prodotto biologico di Malta ha le stesse regole dell’Italia, della Germania, dell’Irlanda e così via. Il regolamento prevede un sistema di controllo per il quale i produttori pagano il servizio e che può essere attuato da organismi privati o pubblici. Il controllore finale è comunque pubblico.

Il prodotto biologico è tracciabile in tutti i suoi passaggi, dal campo alla tavola, durante la conservazione e nella trasformazione. Nei prodotti confezionati in etichetta sono riportate tutte le informazioni necessarie per effettuare il controllo che come consumatori possiamo esercitare richiamando il codice ivi riportato.

Leggere l’etichetta è il primo passaggio per un consumo consapevole, nel bio e nel convenzionale, ma sarebbe bene informarsi anche sulle altre fasi della produzione per capire la provenienza delle materie prime, la lunghezza della filiera, la formazione del prezzo. Il Mercato dell’Erbe vuole aiutare a fare chiarezza e ad acquisire conoscenze.

 

CONSUMO CONSAPEVOLE – “Siamo ciò che mangiamo”, “Mangiare è un atto agricolo”, “Il cibo è la tua medicina”, e così via, frasi celebri che spesso vengono pronunciate. Come consumatori abbiamo il potere di orientare l’economia e le produzioni: rispetto del lavoro, dell’etica, dell’ambiente, sono i temi che più ci stanno a cuore, ma che spesso non riusciamo a praticare perché non conosciamo le intricate strade della produzione, specialmente quando i prodotti vengono da lontano. È auspicabile acquisire conoscenze per spendere meglio i nostri soldi e raggiungere insieme anche altri obiettivi collettivi.

 

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